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Si dice spesso con un pizzico di ironia che “il tempo vola quando ci si diverte”, per indicare dei momenti della propria giornata, spesso quelli lavorativi, in cui il tempo sembra non passare mai. Ma quello che sembra un semplice detto popolare e che tutti si ritrovano ad usare molto spesso, sarebbe in realtà qualcosa di vero.

A dirlo è ovviamente il mondo della scienza, arrivato a questa conclusione grazie ad una ricerca i cui risultati sono stati resi noti attraverso una serie di articoli pubblicati sull’importante rivista di settore “Science”, la quale ha dedicato alla ricerca in questione ampio spazio e risalto.

Stando a quanto appurato dalla ricerca, quando si è felici o si provano comunque sensazioni fortemente positive, la percezione del tempo che passa andrebbe a subire un mutamento, portando il soggetto che sta vivendo un momento di felicità o di eccitazione a convincersi, successivamente, che quel momento sia durato meno di quel che effettivamente è stato.

Tutto questo ha motivazioni non solo psicologiche, ma anche scientifiche e la scienza è riuscita finalmente a dimostrarlo grazie a questa interessante ed utile ricerca.

I risultati dello studio

Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori di stanza in Portogallo, precisamente presso il Champalimaud centre for the unknown di Lisbona. Lo studio ha messo in luce come il tempo non sia effettivamente un concetto univoco, ma come al contrario la percezione del suo incedere da parte dell’uomo dipenda da diverse circostanze e fattori. tempovola

E sono proprio le circostanze ad incidere sulla percezione che si ha del tempo: la scienza è arrivata alla conclusione che esse influenzano il rilascio da parte dei neuroni di una sostanza denominata dopamina, oggetto già in passato di diversi studi. Gli uomini di scienza impegnati in questa ricerca sono arrivati alla conclusione che la dopamina sia connessa ad ogni sensazione di felicità che l’essere umano può provare.

Questo dato era già noto sempre grazie all’impegno della scienza e gli studiosi di stanza a Lisbona hanno prima di tutto voluto confermare tale teoria. La novità palesata dallo studio è come la dopamina sia anche responsabile di una diversa percezione del tempo che passa, più i neuroni ne producono e più si ha la sensazione che il tempo scorra più velocemente di quanto effettivamente fa.

Come si è arrivati a questa scoperta

Come spesso accade nel mondo della scienza, per arrivare a questa scoperta ci si è serviti dei topi, che sono stati utilizzati per alcuni esperimenti che avevano appunto come obiettivo quello di capire se dalla produzione maggiore o minore di dopamina potesse dipendere anche una diversa percezione del tempo.

Quello che gli studiosi sono arrivati a vedere con i propri occhi è stata una diversa percezione del tempo da parte dei topi nel momento in cui vivevano un momento di gratificazione, consistente nella dazione di cibo dopo aver compiuto determinate azioni.

La ricerca, oltre a rendere il detto popolare a cui si è accennato all’inizio, qualcosa di assolutamente veritiero, potrebbe servire anche, in un futuro prossimo, nelle ricerche sul morbo di Parkinson, visto che coloro che si trovano a dover lottare contro questa malattia, arrivati ad un certo punto della sua evoluzione, cominciano a perdere anche la cognizione del tempo che passa e questo avviene quando la malattia colpisce la zona del cervello adibita alla produzione della dopamina.