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Al via la campagna di prevenzione delle infezioni ospedaliere. Basterebbe così poco per prevenire una delle principali cause di decesso all’interno degli ospedali. Nei paesi industrializzati sono tra 5-10 pazienti ogni 100 a contrarre un’infezione batterica in ospedale, una cifra che fa rabbrividire, ancor più se rapportata al nostro Paese dove ogni anno queste infezioni causano più vittime degli incidenti stradali. Molte sono attualmente le campagne per contrastare questo problema, ma al momento la misura che sembra essere la più efficace in assoluto è quella di lavarsi le mani. Un gesto semplice, che in ospedale si può fare rapidamente grazie ai gel disinfettanti distribuiti in punti strategici e che, pur nella sua semplicità, è in grado di diminuire il rischio di propagazione dei batteri, quindi di contagio.

Infezioni batteriche, come si diffondono in ospedale

Se le infezioni batteriche trovano particolare terreno fertile in ospedale questo non sarà certo un caso. Ci sono infatti delle attività che più di altre favoriscono il propagarsi di batteri. Facciamo un esempio. Su ogni centimetro quadrato di cute di ciascun paziente, si trovano da 100 a un milione di germi circa, molti dei quali vengono eliminati quotidianamente per mezzo della desquamazione. I medici e il personale ospedaliero che entrano in contatto col paziente, vengono quindi contaminati, ed è così che inizia il contagio ad altri pazienti.

Basterebbe davvero un piccolo gesto, utilizzare dei guanti e ancor di più lavarsi le mani col gel disinfettante dopo ogni visita per limitare i contagi. Invece, nonostante l’impegno delle varie campagne, si stima che ancora nel 15% dei casi, vi siano oltre 10 mila stafilococchi sulle mani dei medici e degli operatori sanitari che assistono pazienti in isolamento. Una cosa gravissima.

Più sicuri in auto che non in ospedale

infezioni ospedalierePer quanto riguarda il nostro Paese le vittime delle infezioni ospedaliere, si aggirano attorno alle 4.500-7.000, si parla chiaramente di pazienti deceduti. Di contro, le vittime di incidenti automobilistici mortali sono “solo” 3.419, i dati si riferiscono all’anno 2015. Si stima quindi che ogni anno circa il 5-8% dei pazienti ricoverati contragga un’infezione batterica ospedaliera tra infezioni chirurgiche, sepsi, infezioni urinarie e polmoniti.

Queste infezioni costano ciascuna una cifra come 9.000-10.500 euro. Inoltre, se si ravvisano gli estremi di un caso di malasanità i parenti del paziente si rivolgono a un legale, come l’avvocato Marco Boero, per chiedere un risarcimento del danno e dunque gravando ulteriormente sul bilancio dei nosocomi. Si tratta di casi in cui si ravvisi un certo “dolo”. Per esempio, diversi medici o comunque personale ospedaliero, è stato trovato fuori dalla corsia, quindi anche nel cortile e nelle immediate adiacenze esterne dell’ospedale, con la divisa e le scarpe che utilizzano in sala operatoria e in corsia. Una cosa gravissima che non dovrebbe mai capitare.

I controlli servono più delle campagne

Si auspica quindi che per tenere sotto controllo il fenomeno, oltre alle campagne di sensibilizzazione per la detersione delle mani, sia del personale medico-ospedaliero che dei visitatori, vengano fatti periodici controlli, magari anche a sorpresa, per rilevare se effettivamente il personale delle diverse strutture segua con scrupolo tutte le linee guida per evitare, il più possibile, la diffusione di germi e batteri.